E come ogni mese, Beatrice era seduta al piccolo tavolo della cucina a fare i conti, cercando di far quadrare ogni centesimo tra bollette, affitto e spese quotidiane. Il suo appartamento era minuscolo, ma lo aveva reso accogliente con una tenda color glicine, un tappeto multicolore, un divano in alcantara blu e un grande quadro di New York di notte. Quante volte aveva fissato quel quadro, perdendosi nei dettagli e sognando di camminare per quelle strade illuminate. Ma era solo un sogno. Con quello che guadagnava facendo pulizie nelle case e qualche ora di babysitting, riusciva appena a mettere insieme il pranzo con la cena. Non aveva mai viaggiato. Nata e cresciuta al Sud in una famiglia umile, aveva imparato a accontentarsi di quello che aveva. A quarant’anni, aveva ancora il suo diploma da segretaria, ma la vita aveva preso un’altra strada. Preparativi e Ansia Serale «Forza Beatrice, sbrigati!» Fece colazione in fretta, indossò i jeans chiari, gli stivaletti neri, una maglia aderente con scollo a V e il suo giubbino di pelle corto. Un po’ di eyeliner, mascara, fard e un rossetto chiaro. Mise su il solito sorriso e uscì di casa. La giornata di lavoro fu lunga. Quando arrivò alla fermata del tram erano già le nove di sera. Aveva fatto straordinari e qualche euro in più in tasca, ma la zona della stazione la metteva sempre a disagio. Paura alla Fermata Mentre aspettava, notò due uomini che non le piacevano. Le sembravano gli stessi che aveva visto poco prima vicino alla stazione. Quando iniziarono a seguirla, accelerò il passo con il cuore in gola. Le mani le tremavano mentre cercava il telefono nella borsa. Proprio in quel momento un SUV nero si fermò bruscamente. Ne scese un uomo che, con uno sguardo minaccioso, fece allontanare i due tipi. «Tutto bene?» le chiese con voce calma ma decisa. Beatrice, ancora scossa, accettò il passaggio senza pensarci due volte. L’Uomo Misterioso In macchina lo osservò di nascosto. Era un uomo affascinante, intorno ai 55 anni, alto, capelli corti brizzolati, barba curata e occhi dal castano al verde, come foglie d’autunno. «Io sono Beatrice», disse timidamente. «Piacere, Riccardo», rispose lui. Durante il tragitto parlarono del più e del meno. Quando arrivarono sotto casa sua, Beatrice si rese conto di non avergli mai detto dove abitava. Un brivido le corse lungo la schiena. Il Biglietto e l’Ansia Appena entrata in casa trovò un biglietto nella borsa: “Conosco tutto di te. Non avere paura. Se domani accetterai il mio invito, ti spiegherò ogni cosa. Alle 22 un taxi sarà sotto casa tua. Ti prego, vieni. Riccardo” Quella notte non chiuse occhio. La ragione le diceva di non andare, ma la curiosità era più forte. Il giorno dopo, verso le 20:30, trovò davanti alla porta una grande scatola bianca con un nastro. La Bambola Dentro c’era un vestito rosa da bambola, con fiocco di tulle, scarpe di vernice nera, calzettoni bianchi traforati, mutandine di pizzo e un cerchietto con nastro. C’era anche un profumo alla fragola e un biglietto: “Indossa tutto, per favore. Non sono pazzo, te lo giuro.” Beatrice si vestì, indossò un soprabito e scese. Il taxi la stava già aspettando. Arrivarono davanti a una splendida villa. Sul cancello c’era scritto “Villa Dezia”. L’Incontro Un maggiordomo la accolse e la accompagnò in un grande salone elegante. Poco dopo arrivò Riccardo, elegante in una giacca da camera verde scuro. La guardò con occhi pieni di emozione. Beatrice notò una foto su un mobile: la donna ritratta sembrava identica a lei. La Verità Riccardo le raccontò di Dezia, la donna di cui era stato follemente innamorato. Lei accettava il suo gioco particolare: vestirsi da bambola e lasciarsi trattare come tale. Un giorno Dezia era scomparsa. Quando aveva visto Beatrice alla fermata, era rimasto sconvolto dalla somiglianza e aveva iniziato a seguirla. Le mostrò una stanza piena di bambole a grandezza naturale. «Vuoi giocare con me?» le chiese. Beatrice pensò alla sua vita fatta di rinunce e sacrifici. «Sì», rispose. «Sarò la tua bambola.» Il Gioco Riccardo le ordinò di restare immobile e in silenzio. La toccò con delicatezza ma decisione, esplorando il suo corpo come fosse un oggetto prezioso. La trattò esattamente come una bambola: la penetrò con le dita, le usò la bocca, la prese con forza sul letto mentre lei rimaneva rigida, senza emettere un suono. Fu intenso, umiliante e stranamente eccitante. Quando finì, Riccardo la abbracciò con tenerezza e le disse che era stata perfetta. Un Nuovo Inizio Fuori dalla villa lo stesso taxi la aspettava. A casa, Beatrice aprì l’assegno che lui le aveva dato: diecimila euro. Nei mesi seguenti gli incontri continuarono. Quello che all’inizio sembrava perverso divenne parte della loro routine. Riccardo la sostenne economicamente, le regalò un appartamento più bello e l’auto che aveva sempre sognato. Grazie a lui, Beatrice riuscì ad aprire il piccolo B&B che aveva sempre desiderato. Ogni settimana tornava da Riccardo. Per lui era la sosia perfetta di Dezia. Per lei, lui era diventato molto di più: l’uomo che aveva trasformato i suoi sogni in realtà.
18+ Contenuto erotico esplicito. Personaggi fittizi e maggiorenni.