NOCTURNA · STORIETrasgressioni di Mezza EstateCefalù, un Vicino e un Fidanzato Lontano18+
NOCTURNA · STORIE

Trasgressioni di Mezza Estate

Cefalù, un Vicino e un Fidanzato Lontano

di Anonimo·3 min·
18+ Contenuto erotico esplicito. Personaggi fittizi e maggiorenni.

L’aeroporto di Palermo brulicava di gente, trolley che correvano e annunci continui. Giulia camminava tra la folla con il telefono in mano, rispondendo a vari messaggi. Appena atterrata, tesoro — scrisse a Luca. Sei già arrivata? Io sto girando per Barcellona — mandò invece all’amica Chiara. Troppo distratta dallo schermo, non vide l’uomo davanti a sé e gli finì addosso, il seno che premeva contro la sua schiena. «Scusa!» disse d’istinto. Lui si voltò, lo sguardo che scese rapido sulla scollatura. «Figurati… è il tamponamento più bello della giornata.» Giulia alzò gli occhi al cielo e lo superò senza aggiungere altro, dirigendosi verso l’uscita. Il taxi la lasciò davanti al cancello della villetta di Chiara a Cefalù. Il sole picchiava forte e il vestitino leggero le si era incollato alla pelle per l’umidità. Recuperò le chiavi dal vicino, entrò e trovò un biglietto sul tavolo: Divertiti… ma non troppo con il vicino, è sposato 😉 Sorrise, lasciò la valigia e cominciò a spogliarsi mentre andava verso la doccia. Il vestito scivolò a terra, seguito dalle mutandine. Aprì l’acqua fredda e rimase qualche secondo sotto il getto, godendosi il contrasto sulla pelle calda. Le mani scivolarono sul collo, sui seni, sui fianchi, fino a insinuarsi tra le cosce. Chiuse gli occhi, assaporando quel momento di puro relax. La mattina dopo, sdraiata sulla spiaggia con un libro in mano, un’ombra le coprì la pagina. Sollevò lo sguardo infastidita. «Se il libro è bello come la copertina, quasi quasi lo leggo anch’io» disse una voce maschile calda e ironica. Era lui. L’uomo dell’aeroporto. «Ti dispiace?» rispose Giulia, tornando al libro. «Un po’ alla mia autostima. Non ti ricordi di me?» Lei abbassò gli occhiali da sole e lo riconobbe. «Ah sì, il tizio che fissa le tette delle sconosciute in aeroporto.» Elio rise. «Esatto. E anche al mare, a quanto pare. Comunque mi chiamo Elio. Così se affoghi non devi urlare tutta la frase.» Riuscì a strapparle un sorriso sincero. E da quel momento passarono insieme gran parte della giornata: tuffi, chiacchiere, gelati e granita. La complicità cresceva velocemente. La sera lo rivide al chiosco con due birre in mano. Ne porse una anche a lei. Parlarono poco con gli altri, gli sguardi continuavano a cercarsi. La mattina seguente si ritrovarono in spiaggia. Elio uscì dall’acqua e, passandole accanto, si scrollò i capelli bagnati proprio sopra di lei. «Ehi!» protestò Giulia ridendo. Lui si sedette accanto, lo sguardo che scivolava senza pudore sul suo corpo. La invitò alla grigliata di pesce che avrebbe fatto con gli amici il giorno dopo. Tra battute e provocazioni, lei accettò di aiutarlo a preparare da mangiare. Tornati alla villetta, Giulia si mise ai fornelli con addosso solo il costume e una gonna leggera. Elio la osservava muoversi, sempre più eccitato. «Se continui così mi fai venire certe idee…» mormorò avvicinandosi. La situazione degenerò velocemente. Un pomodoro schiacciato tra i seni di lei diventò l’inizio di un gioco sempre più spinto. Lui le leccò la pelle, lei lo baciò con passione, le mani che esploravano. La spinse contro il tavolo, le tolse il costume e cominciò a toccarla ovunque. «Ti voglio» le sussurrò Elio all’orecchio, mentre il suo cazzo duro premeva contro di lei. Proprio in quel momento il telefono di Giulia vibrò sul tavolo. Sul display: Amore mio. Elio cambiò espressione all’istante. Lei rispose brevemente a Luca, ma quando chiuse la chiamata lui aveva già preso la maglietta e stava uscendo. «Aspetta!» gli gridò dietro. Elio si fermò. «Non voglio essere il giocattolo di nessuno.» «Hai ragione… avrei dovuto dirtelo prima. Stiamo insieme da quasi tre anni e conviviamo.» Lo sguardo di Elio si indurì. La superò senza aggiungere altro e se ne andò. Giulia rimase lì, ancora eccitata e ora anche con un senso di colpa che le stringeva lo stomaco.