Era un pomeriggio d’estate soffocante. Nudo, sudavo lo stesso. All’inguine le gambe scivolavano umide una contro l’altra. Mi feci una doccia fredda, infilai uno slip asciutto, pantaloni larghi di lino chiaro, t-shirt bianca e uscii in cerca d’ombra. Presi un libro e camminai lungo i palazzi fino a un piccolo giardino comunale quasi deserto. Sotto un grande albero ombroso c’erano due panchine. Mi sedetti. Poco dopo arrivò lei. Tra i trenta e i quarant’anni, elegante, gambe da urlo, seno giusto, vestita con gusto. Uno sguardo deciso, diretto. Mi scrutò e io ricambiai. La provocazione Cambiai posizione più volte. Lei se ne accorse. Io non riuscivo a staccare gli occhi dalle sue cosce. A un certo punto aprì leggermente le gambe, poi le richiuse, poi le riaprì ancora un po’. Lo faceva apposta. Il mio cazzo si risvegliò dolorosamente dentro lo slip. Infilai la mano in tasca per sistemarlo. Lei mi guardava. Io continuavo a fissarle in mezzo alle gambe. Quando si chinò per cercare il telefono nella borsa, le cosce si aprirono di più e intravidi il triangolino scuro delle mutandine. Mi aveva sgamato. Ma invece di richiudersi, continuò a provocarmi, aprendo e chiudendo le gambe sempre più. Alla fine le tenne spalancate, la mano che saliva lungo la coscia fino a infilarsi sotto il pizzo. Non resistetti. Iniziai a massaggiarmi da sopra i pantaloni, guardandola fisso. A un tratto lei si fermò, sorrise appena, raccolse le sue cose e venne verso di me. Mi alzai. Invece di stringerle la mano, le avvolsi la gola con la destra, delicatamente ma con fermezza. Lei si irrigidì per un istante, poi si rilassò. «Non mi tornano i conti» dissi. «Sei troppo figa e troppo maiala per essere una qualunque. Eppure non sembri una del mestiere. Allora dimmi: vuoi soldi? O solo farti chiavare da un vecchio maiale di giardinetto?» Lei rispose senza esitare: «Niente di tutto questo. Voglio solo andare dove è buio e pericoloso. E tu mi sembri la persona giusta.» «Va bene» risposi. «Ma a una condizione: niente profumi, niente trucchi, niente deodoranti. Voglio sentire il tuo odore vero, il tuo sapore vero, il tuo sudore.» Lei sorrise. «Ok. Andiamo, casa mia è qui vicino.» Capitolo II L’appartamento era sobrio ed elegante, come lei. Mi fece sedere sul divano, poi mi spinse giù con un ginocchio tra le gambe. «Dieci minuti e torno da te, come mi vuoi.» Quando riapparve, indossava solo una camicia bianca leggerissima, aperta, capelli umidi e arruffati. La figa era quasi nuda, con un piccolo ciuffo scuro. I capezzoli scuri trasparivano sotto la stoffa. Si mise a cavalcioni sopra di me, la figa a pochi centimetri dalla mia bocca. «Volevi vederla questa figa, no, vecchio maiale? Eccola. Fatti avanti.» Non le feci finire la frase. Le afferrai il culo e tuffai la faccia tra le sue gambe, succhiandole forte il clitoride. Lei gemette come una bestia, mi schiacciò la testa contro di sé. «Sono la tua troia infoiata… mordila, succhiala, fammi godere!» Le infilai tre dita nella figa e una nel culo mentre continuava a cavalcare la mia faccia. Il suo orgasmo fu violento, rantolante, bagnato. Bevvi tutto quello che potei. Capitolo III Dopo l’orgasmo rotolò di fianco a me, ridendo. Mi guardò la bocca ancora piena dei suoi umori e scoppiò a ridere. Poi fu il mio turno. Si inginocchiò, mi tirò fuori il cazzo e iniziò a provocarmi, mordicchiandolo attraverso i pantaloni, stringendomi le palle. La feci sedere, le legai virtualmente le mani dietro la schiena e iniziai a marchiarla con la mia urina: sui capelli, sul viso, sul collo, sui seni, sulla figa. Lei accettava tutto con gli occhi lucidi di eccitazione. Poi la presi con forza, come due animali. Sudore, saliva, grida, morsi. Venne di nuovo, urlando, mentre io la riempivo. Alla fine le chiesi di restare cinque minuti con la testa appoggiata sul suo pube, tra le sue cosce calde. Lei accettò. «Sei stata incredibile» mormorai. Prima di andarmene, sulla soglia, mi abbassai per guardarle ancora una volta sotto la gonna. Lei sorrise, poi mi afferrò il cazzo attraverso i pantaloni e lo strinse forte, a lungo. Un saluto da vera maiala.
18+ Contenuto erotico esplicito. Personaggi fittizi e maggiorenni.